Argomento dell'opera "I NORMANNI A SALERNO"
I° Atto.
La vicenda si svolge agli inizi del XI
secolo.
Il primo figlio di Tancredi d’Hauteville,
Guglielmo Braccio di Ferro, è stato chiamato dal Re Normanno
Guaimaro in rinforzo della difesa della città di Salerno, sotto
l’assedio saraceno Nella gran sala gotica del palazzo di
Guaimaro fervono i preparativi per le nozze di sua Figlia, la
Principessa Bianca e Guglielmo. La principessa, a differenza del
clima di festa che si respira a palazzo, appare mesta. Ella
infatti non può fare altro che piangere la sua sorte infelice in
quanto non sa dimenticare l’amore infinito che prova per Ainulfo
condottiero normanno non ancora tornato dalla sua ultima
spedizione. Mentre è ormai prossimo lo sposalizio giunge a
palazzo la notizia che sono state avvistate alla costa delle
navi saracene. Si interrompe la festa e i canti di giubilo
diventano canti di guerra.
II Atto
È notte.
In un punto della marina di Salerno i Saraceni, che hanno ormai
fissato le loro tende, inneggiano alla guerra. Ainulfo, che
all’insaputa della principessa Bianca e di Tutti i Normanni si è
convertito alla fede saracena, si intrattiene in una lunga
conversazione con Agar, suo confidente, il quale, con l’intento
di riaccendere l’odio di Ainulfo contro Guaimaro e la sua
Patria, gli annunzia che Bianca è stata promessa in sposa al
Normanno. Intanto al palazzo di Guaimaro, Berta, fedele
confidente di Bianca annuncia a quest’ultima l’imminente arrivo
di Ainulfo e la principessa rinvigorita da nuova speranza,
aspetta il suo arrivo. Sul far dell’alba Ainulfo giunge
finalmente a palazzo. Egli è avvolto in un ampio mantello che
copre l’armatura saracena ed indossa una celata che gli copre
completamente il viso. Bianca non appena lo vede gli va incontro
per abbracciarlo ma quando scorge l’armatura al disotto del
mantello retrocede bruscamente. È l’amor patrio che troneggia su
quello dell’amato. Ainulfo furioso l’afferra quasi a trascinarla
con se ma al richiamo delle trombe è costretto ad allontanarsi.
III° Atto
All’interno delle mura di Salerno sono state
erette molte tende tra le quali, d’avanti, quella di Guaimaro
tenuta strettamente a guardia. Alcuni soldati sono intenti alle
opere del campo e Guaimaro li esorta a combattere per la
salvezza di Salerno. Squillano le trombe e tutti si
inginocchiano per invocare l’aiuto celeste.
Intanto Ainulfo avvolto in un ampio mantello per non farsi
riconoscere, si reca al cospetto di Guglielmo come un
comunissimo duce saraceno a chiedere denaro in cambio della
dipartita da Salerno o Bianca come ostaggio. Guglielmo gli
ordina di mostrargli il suo volto. Ainulfo si scopre il volto
continuando a minacciare Guglielmo e Salerno. Il popolo che ha
assistito alla scena, nel riconoscere il traditore Ainulfo, si
lancia all’inseguimento di Ainulfo Bianca, sopraffatta, cade
svenuta tra le braccia di Berta.
IV° Atto
In una bellissima piazza ornata a festa, si intrecciano danze e
cori di popolani che aspettano con in mano rami di ulivo
l’arrivo dei guerrieri vittoriosi. Guglielmo ha ormai confidato
a bianca che svolto il suo compito deve tornare al suo paese
natio. Intanto Uberto da la notizia che Ainulfo non è morto ma è
prigioniero. Infatti, poco dopo, Ainulfo viene condotto in
piazza dinanzi ai vincitori, tra l’ira del popolo e dei soldati
normanni che inneggiano al linciaggio. Guaimaro tenta di frenare
quest’impeto d’ira ma alcuni il popolo si ammutina e alcuni di
loro tirano fuori i pugnali. Ainulfo pur di non essere il trofeo
di guerra della vittoria normanna, o di cadere cadavere per mano
di uno di loro, ghermisce la mano di un popolano che stava per
ferirlo con un pugnale e con esso si trafigge il petto. Bianca
che accorre per sorreggerlo raccoglie il suo addio e confida in
Dio per la salvezza della sua anima. Ainulfo muore e viene
coperto dalle bandiere. Su tutti troneggia la croce di Cristo.