I Normanni nel sipario di

Domenico Morelli

Edificato dopo l’Unità d’Italia, su progetto degli architetti Antonino D’Amora e Giuseppe Manichini, il teatro d Salerno, consegnato al Comune nel 1869, fu completato nelle decorazioni e nell’arredo per il 1872, in occasione dell’inaugurazione avvenuta con la rappresentazione del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Le decorazioni del teatro sono di Fortunato D’Agostino e di suo figlio Gaetano. Di notevole pregio è lo splendido sipario, progettato, disegnato e realizzato da Domenico Morelli; le decorazioni della cornice sono di Ignazio Pericci e le figure di Giuseppe Sciuti. Il grande arazzo (121 mq di tela), all’epoca considerato il più bello esistente in Italia, fu eseguito dall’Accademia delle Belle Arti di Napoli e fu esposto nella Cappella del Palazzo Reale di Napoli. I disegni e i bozzetti realizzati dal Morelli sono conservati nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Il sipario, decorato con polvere d’oro, raffigura la Cacciata dei Saraceni da Salerno e celebra la gloriosa e ardimentosa resistenza dei Salernitani, guidati dal principe longobardo Guaiferio.

Domenico Morelli, il grande artista che ha dipinto gran parte dei soggetti raffigurati all’interno del Teatro Verdi di Salerno, volle immortalare con il pennello uno degli episodi più significativi de I Normanni a Salerno. Così raffigurò una scena di battaglia sul colossale sipario di Gala dell’ottocentesco teatro salernitano, un sipario che resta un’opera d’arte tra le più preziose d’Europa. “La cacciata dei saraceni” ad opera dei Normanni fu dipinto a tempera su una colossale tele di 122 metri quadri si superficie. Nel realizzare l’opera, perfettamente restaurata ed ancora utilizzata come sipario del Massimo di Salerno, il Morelli lavorò intensamente per oltre un anno e si avvalse della collaborazione di altri due artisti, Giuseppe Sciuti e Ignazio Perricci. Nello scegliere il soggetto da raffigurare, Morelli si sofferma sulla scena di una battaglia simbolo di eroica resistenza dei salernitani guidati dal principe Guaiferio, contro gli infedeli. Come riferisce il testo storico di riferimento, il Chronicom Salernitanum, “…gli Agareni, appresa la morte dei loro, suonarono le zampogne e le cetre e tutte le specie di strumenti musicali e, suonando le trombe e facendo strepito, attaccarono la città per terra e per mare, in modo tale che sarebbe stata certamente conquistata, se fosse mancata la divina misericordia…”.i poesia.

sipario_morelli_g